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La giustizia e la carita' nascono da un cuore convertito
Postato il Martedì, 02 marzo @ W. Europe Standard Time di carlog

20 anni La giustizia e la carita' nascono da un cuore convertito, orientato alla disciplina evangelica

24/02/2010

Celebrazione del 20° anniversario della Tenda di Abramo
Omelia dell'Arcivescovo Edoardo Menichelli


I SETTIMANA DI QUARESIMA
(Dt. 26, 4 -10;  Sal. 90;Rm 10, 8 – 13;Lc. 4, 1 –4)
CHIESA DI S. GIUSEPPE - FALCONARA M.MA

Carissimi questa è una celebrazione particolare, noi stiamo celebrando l’ Eucaristia e voi sapete che la celebrazione liturgica è piena di preghiere ne abbiamo già fatte alcune, ne abbiamo fatto altre, ebbene una di queste preghiere a conclusione della nostra celebrazione la Chiesa ci fa chiedere a Dio di rafforzare la nostra carità.
Ce lo chiede nel segno del Pane Eucaristico che noi spezzeremo e che noi riceveremo, è proprio la carità che noi celebriamo; noi non facciamo memoria di una data, noi facciamo memoria di una storia che da venti anni si costruisce nella dinamica del fare il bene e in questa storia, di cui oggi facciamo memoria, c’è un intreccio direi quasi un nodo forte tra l’ uomo povero, tra l’ uomo solo, bisognoso,abbandonato,chiamato straniero e quell’ uomo generoso che esprime nel volontariato un farsi carico del fratello più debole.
C’è un nodo con comunità parrocchiali premurose, con istituzioni attente anche se non sempre in un modo eccellente al disagio che ferisce e toglie dignità, poi c’è la Chiesa nel suo insieme come sposa fedele a Cristo crocifisso che con quotidiana sollecitudine esercita ed incarna nei giorni della storia la passione dell’ uomo educando alla condivisione, alla giustizia e al dono.
Ecco siano rese grazie a Dio per tutto il bene che la Tenda di Abramo ha testimoniato in questi venti anni, mettendo in atto in un crescendo di attenzioni e sensibilità la dimensione samaritana della vita, la risposta alle grida di aiuto di tanti fratelli messi ai margini della vita sociale.
Dio doni benedizioni a tutti e scriva nel registro della Sua misericordia ogni gesto di amore.
Due frasi del Vangelo mi hanno sempre toccato ed obbligato ad orientare la mia coscienza, confesso che non sempre ci sono riuscito, ma dico pubblicamente che queste due frasi mi hanno obbligato ad orientare la coscienza in un certo modo,la prima:”I poveri li avrete sempre con voi” e la seconda: “L’avete fatto a me”, Gesù ha voluto dire ai suoi discepoli, oggi a me e a voi, che la povertà non piove dal cielo, la povertà non è una condanna storica, quasi che Dio avesse voluto questi li metto fra i ricchi e questi li metto tra i poveri, facendo quasi una specie di violenza storica.
Gesù ha voluto dire, che la povertà è il risultato di profonde ingiustizie e che Lui trova la sua tenda, la sua casa, la sua identificazione in tutti gli uomini ma in particolare nei poveri.
Qui carissimi vorrei fare un riferimento alla parola di Dio che in questa prima domenica di Quaresima abbiamo ascoltato, vorrei anche rinnovare una verità evangelica.
Gesù si confronta con il diavolo; il diavolo è il menzognero colui che fa la bugia, la inventa e la suggerisce.
Il diavolo è il cattivo suggeritore, questo cattivo suggeritore si pone dinanzi a Gesù e Gesù accetta
questa sfida, che cosa gli propone?
Gli propone tre tentazioni, una più gustosa dell’ altra, capaci, secondo il maligno, ecco dove sta la sua cattiveria, di fare la felicità
Le riassume così queste tre proposte:
1.Fai della tua ingordigia la via maestra del tuo benessere!
2.Fai del tuo potere la tua forza e la tua superiorità, conti solo tu, a voi bambini a volte vi dicono sii il primo, vinci. Questa seconda tentazione la si applica anche agli adulti, hai il potere, puoi mettere la firma, cambi la storia!
3.Questa è ancora più sottile: fa della tua regola l’ unica verità e l’ unica strada; perché, oggi, ognuno, ha la sua verità.
Figlioli carissimi dov’è la menzogna, dov’è la falsità e l’ inganno di queste tre proposte?
Quale regola stabilisce il tentatore? La riassumo così: “pensa a te stesso!”
Stai bene tu? Stanno bene tutti!
Per questo non c’è più una storia di compagnia, ma c’è quella che si chiama una storia di competizione; non c’è più un riconoscere la fraternità, ma c’è un creare una superiorità, non siamo più in una regola etica che pone tutti in una collettiva e riconosciuta obbedienza.
La regola è per tutti, ma ognuno si fa regola egoistica per sé.
Queste sono le tentazioni che il menzognero propone a Gesù, ma tutto questo cosa genera se ubbidito?
Questo genera una struttura di peccato, una diffusa indifferenza, oggi si accarezza più un cagnolino che non porta il vestitino per l’ inverno che un povero che chiede l’ elemosina.
A colui che chiede l’ elemosina diciamo: “lascia perdere”,“sarà un mascalzone”, qualcun’altro “è zingaro”… che cosa crea tutto questo?
Crea quello che facciamo un po’ tutti, ed è quello che faccio anche io,:per acquietare la mia coscienza o ti fidi o non ti fidi e allora per essere in pace con la coscienza diamo quello che ci chiedono…ma questa è una sentimentale reazione  con la conseguenza, carissimi adulti, che all’ essere umano in generale, è tolto il suo che gli è dovuto , come dice il Santo Padre, perché un altro essere umano ha fatto sue tutte le cose.
Per risolvere il problema della povertà non è sufficiente, ne determinante rimuovere le cause esteriori della giustizia che pure già sarebbe importante, occorre rimuovere i germi della connivenza con il male!
Allora o si sconfina nell’ amore di Dio e si fanno proprie le regole di Dio, ecco allora il mondo della fraternità, oppure si confida nella competizione e nell’ affermazione del farsi da sé allora, la conoscete anche voi bambini, si rinnova la storia dei primi due fratelli dove uno soccombe alla prepotente ingiustizia dell’ altro.
Carissimi, noi tutti siamo dentro questa storia di combattimento, dentro questa tentazione: o fratelli o competitori!
Nella competizione uno soccombe, nella fraternità tutti vincono!
Permettete che il vostro vescovo ve lo ripeta: nella competitività uno soccombe, se due di questi bambini fanno a lotta uno vince, ma se questi bambini li educhiamo ad amarsi tutti e due vincono!
Perché tutti e due hanno sconfitto la prepotenza!
La giustizia e la carità non nascono dalla legge, non si può imporre la giustizia e la carità per legge, La giustizia e la carità nascono da un cuore convertito, orientato  alla disciplina evangelica.
Solo Dio conosce, muove, giudica, apprezza, premia le azioni di bene che si fanno da parte di tante persone, c’è, tuttavia, carissimi tutti che siete qui, per tutti noi cristiani la diversità evangelica alla quale il discepolo di Cristo deve riferirsi.
Qual è questa diversità evangelica?
Gesù la esprime in quella frase che vi ho detto poc’anzi “L’avete fatto a me”.
Quando dò un aiuto ad una persona, io non lo dò ad un disgraziato perchè, forse, da un certo punto di vista, è più felice di me, io lo dò a Cristo che dice “L’avete fatto a me”.
L’amore evangelico pone in essere una identificazione tra Cristo e il povero, io, discepolo, non posso non celebrare l’ amore, il suo amore senza pensare e credere in questa identificazione.
Questo carissimi è difficile, ma questa è la verità.
Questo stesso amore di Gesù  Lui te lo impone con il tuo nemico “Se amate solo i vostri amici che merito avete, amate i vostri nemici!” e noi adulti comprendiamo che questo è… “scortica cuore”…
Tutte le angosce del mondo appartengono alla carne di Cristo e non c’è legge umana che possa esimere me e voi da questa verità nel liberarci da questa responsabilità evangelica.
Questa società, carissimi, di cui tutti facciamo parte non può fabbricare i poveri e gli emarginati e poi pensare di chiamarli un  “pericolo”; come si fa a chiamarli in questo modo?
Ogni povero è persona, in ogni povero c’è Cristo!
Carissimi tutti e carissimi Volontari della Tenda di Abramo continuate la vostra opera e non abbiate ne paura, ne timore di convocare, invitare, testimoniare Cristo crocifisso  e il suo amore per l’ umanità.
Solo così, come tutti desideriamo e pensiamo, le cose cambieranno.
Amen!

 
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