Passaparola marzo 2022

L’appello della Caritas Diocesana di Ancona-Osimo per l’Ucraina

La Caritas diocesana, in stretto contatto e sinergia con la rete della Caritas Italiana e della Delegazione Caritas Marche, si rende disponibile a promuovere e coordinare le varie azioni di solidarietà che saranno intraprese in favore delle popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina.

Caritas Italiana ha chiesto di concentrare gli sforzi su:

  • RACCOLTA FONDI. È possibile contribuire alla raccolta fondi, utilizzando il conto corrente della Caritas Diocesana al seguente IBAN: IT 88 Y 08549 37490 000000020957, con la causale “Ucraina 2022”.
    I fondi saranno messi a disposizione sia del lavoro di accoglienza che riusciremo a sviluppare a livello locale e sia delle azioni portate avanti da Caritas Italiana in collaborazione con Caritas Ukraina (Chiesa greco-cattolica), Caritas Spes (Chiesa latina) e le altre Caritas Nazionali impegnate nella prima accoglienza nelle aree limitrofe.
  • SVILUPPO ACCOGLIENZA DIFFUSA. Si rende necessario sviluppare un sistema di accoglienza nel territorio che, tenendo conto dei differenti bisogni, integri quello messo in campo dallo Stato. Per l’attività di assistenza alle persone sfollate negli Stati limitrofi all’Ucraina, si è valutato di raccogliere le disponibilità di alloggi, indicando numero di posti e tempo di accoglienza, da parte di parrocchie, privati, enti, aziende e associazioni. È possibile rivolgersi al n. 349.7227932 dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 o via mail all’indirizzo emergenzaucraina@diocesi.ancona.it per segnalare richieste e disponibilità e per ogni tipo di chiarimento che si rendesse necessario. Si ribadisce che in questo momento non sono assolutamente previste raccolte di beni (indumenti, alimenti e medicinali), perché non è possibile garantire la consegna; inoltre si rischierebbe di mettere in difficoltà chi opera in loco; in questi casi affidarsi alla spontaneità non produce nulla di buono.
    Grazie!

Piano Freddo

Come vi raccontavamo, quest’anno, grazie alla collaborazione tra le associazioni firmatarie, le parrocchie San Giuseppe e Rosario, l’Ambito Territoriale Sociale 12 e i Servizi Sociali del Comune di Falconara Marittima, è stata organizzata un’accoglienza diffusa: sono stati dedicati dei posti in strutture ricettive (alberghi e affittacamere), in alcune settimane abbiamo avuto 8 persone accolte e nel lungo periodo una media di 4; la Parrocchia di Sant’Antonio ha potuto accogliere una persona mettendo a disposizione una camera con il bagno; per quanto riguarda “Il Rifugio”, ci si è impegnati nella gestione dei locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Giuseppe.
Grazie all’impegno di tutti i volontari “Il Rifugio” è stato aperto dal 17 Gennaio al 13 Febbraio e ha potuto accogliere 7 persone in tutto. A causa della situazione sanitaria i posti letto erano solo 5 (tanti meno rispetto all’inverno del 2020 quando la disponibilità di posti era 14). Non essendoci state segnalazioni di richieste per donne dal territorio, nelle quattro settimane si sono accolti tutti uomini.
In una prima fase si sono conosciute le persone che facevano richiesta, sono stati controllati i green pass e regolamentati gli ingressi. Durante le quattro settimane due persone si sono spostate dal territorio così è stato possibile fare altri due ingressi. Gli ospiti effettuavano tamponi di monitoraggio circa ogni due giorni e la prima sera di accesso.
Grazie all’impegno della rete volontaria che si crea attorno a quest’importante esperienza, abbiamo aiutato tre ospiti nell’iscrizione al corso di italiano del CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti). Alcuni, poi, in attesa di fare la terza dose, sono stati aiutati nella prenotazione per la somministrazione del vaccino e poi nel reperimento del nuovo green pass (con tutte le limitazioni del caso). Prima della chiusura, infine, si è provveduto nell’indirizzare gli ospiti verso strutture con disponibilità e concordato gli ingressi insieme agli altri operatori, così da non lasciare nessuno in strada.

Quanto appena descritto fa parte del tavolo di lavoro del Piano Freddo Provinciale 2021/2022 per il contrasto alla povertà estrema, che vede come Ente capofila l’ASP AMBITO 9 di Jesi, di cui anche la Tenda di Abramo è partner. Per questo progetto l’operatrice della Tenda di Abramo è stata impegnata nel monitorare e ha avuto un ruolo di “facilitatore” tra gli operatori delle strutture per ciò che concerne la verifica delle disponibilità di posti su tutto il territorio. Quotidianamente ha raccolto le richieste di accoglienza che non potevano essere accettate in una struttura indirizzandole verso il centro che aveva posto; questo passaggio non sempre è stato possibile, vista la disponibilità di posti diminuita un po’ in tutte le strutture della provincia.
Occorre considerare che nel nostro territorio in totale i posti aggiuntivi per il Piano Freddo sono stati circa 29 rispetto ai 40 dell’inverno 2020. E’ importante tenere presente però anche il calcolo totale dei posti disponibili al di là del periodo del Piano Freddo, che ovunque è calato: un centro di prima accoglienza come la Tenda aveva 13 posti a disposizione, ora diminuiti a 5; così anche la struttura di Senigallia poteva ospitare 14 persone, mentre ora rimangono dedicati alla prima accoglienza solo 4 posti.

Lasciamo il segno

Ecco il saluto che ci manda un gruppo scout in visita in Tenda.

Ciao Chiara, Stefano, Francesco e tutta la famiglia della Tenda, grazie per averci accolto a braccia aperte e permesso di sentirci a casa!
Come richiesto vi invio qualche foto della bandiera della Pace che abbiamo messo alla Tenda.
Speriamo che la nostra Strada si intrecci di nuovo presto con Voi.
Se capitate dalle parti di Ascoli fatevi sentire.
Un caro saluto da tutto il Noviziato e Clan Fuoco dell’Ascoli Piceno 1.
Buona strada!

Grazie, Simone

Simone Riccietti è uno dei soci fondatori della Tenda di Abramo. Il suo nome è presente nell’atto notarile del 20 gennaio 1990 che ha certificato la nascita dell’Associazione. Essendo nato nel 1966 ha dato la sua disponibilità a 24 anni. Non era il solo ventenne fra i 37 soci fondatori, ma, in ogni caso, già questo elemento è significativo.

In un modo diverso continuerà a seguirci e darci forza, assieme ad altre persone che ora ci guardano dall’alto e che, 32 anni fa, hanno avuto quello slancio profetico e coraggioso, denso di speranza, che negli anni ha portato inimmaginabili frutti per l’accoglienza delle persone e rafforzato relazioni di amicizia e conoscenza nel nostro territorio. Sia fra volontari che con gli ospiti.

Simone alla Tenda di Abramo ha dato tanto, in modo continuo, responsabile e tenace. Da 20 anni è anche il coordinatore del “gruppo di ascolto” dell’Associazione, occupandosi di predisporre i turni, tutti i lunedì alle 21. Il “gruppo di ascolto” svolge il servizio più delicato difficile ed emotivamente coinvolgente che offre la Tenda, dedicandosi settimanalmente ad incontrare le persone ospitate, cercando anche di fornire possibili percorsi.

Durante il lockdown è moltiplicato il servizio e l’impegno di questo gruppo con turni non più settimanali, ma sostanzialmente quotidiani per essere ancora più vicini alle persone ospitate spesso in camere di pensioni e quindi non raggiungibili fisicamente. Nei mesi dell’emergenza sanitaria questo tipo di servizio si è rivelato ancora più determinate.

Nel pensare a Simone le parole utilizzate da alcuni volontari sono:

Da parte di Stefano: Simone ha totalmente uno sguardo d’insieme, conosce bene le possibilità della Tenda e riesce a rispondere ai bisogni degli ospiti coordinandosi con tutti. E’ buono e vede sempre il bello in ogni persona che incontra.

Da parte di Erika: Il gruppo di ascolto è un altro consiglio direttivo e Simone è sempre di grande sostegno e vicinanza ai presidenti che si sono succeduti

Da parte Gabriele: Sì, Simone era e continuerà ad essere persona buona e vicina a chi ha bisogno. Ai tempi del primo e terribile lockdown si è subito attivato con il fornire i supporti telefonici che ci hanno consentito di parlare contemporaneamente in gruppo con i nostri ospiti anche senza una connessione internet. Sembra scontato, ma per me non lo fu due anni fa e nemmeno ora saprei come fare! Direte che non è stato un caso che fosse il coordinatore del Gruppo di Ascolto… Ci mancherà tanto.

Ciao Simone, grazie per il tuo silenzioso, scrupoloso, metodico e perseverante impegno per la costruzione di un territorio più accogliente. Impegno che continua perché ci fa incontrare persone “belle” come te e perché è importante per rendere questo mondo un po’ più abitabile per tutti.

Buon cammino.

P.S.: Ringraziamo ulteriormente la famiglia di Simone (in particolare la moglie Annamaria e i figli Chiara e Giacomo) che hanno deciso di devolvere le offerte raccolte in sua memoria a favore della Tenda.

Qualche posto in più?

Come saprete, in questi giorni il Governo sta comunicando alcuni cambiamenti in merito allo stato di emergenza legato alla pandemia e dunque alla norme di sicurezza, alle mascherine, ai green pass.
Non sappiamo ancora se questi cambiamenti si ripercuoteranno anche sulla nostra struttura, ma sappiamo per certo che è desiderio di tutti i membri dell’Associazione prestare aiuto a più ospiti possibile: durante il mese di Marzo il Consiglio comincerà a discuterne.

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