Passaparola novembre 2010

Nozze di diamante in Tenda di Abramo
Pranzo sociale
Trovati i ragazzi in servizio civile!
Paolo, 18 anni: bravo in classe e nella vita
Cercasi mobilio
CIE? E perché non una CRC?
Incontro del gruppo di ascolto

Nozze di diamante in Tenda di Abramo

Auguri ad Emilio e Maria
Domenica scorsa hanno festeggiato 60 anni di matrimonio (nozze di diamante!) 2 nostri volontari che non fanno servizio in casa di accoglienza, ma che tutti i mesi si occupano della spedizione e imbustano i turni e il passaparola mensile per i soci che non hanno un indirizzo mail…
Ci uniamo ad EMILIO e MARIA CIAVATTINI (i genitori di Luigi) con TANTI, TANTI AUGURI DA TUTTA L’ASSOCIAZIONE

Pranzo sociale

Il 3 ottobre ci siamo incontrati a Barcaglione per il consueto e partecipatissimo pranzo sociale… si è confermata un’occasione importante di confronto e incontro. Quest’anno abbiamo conosciuto direttamente Simone Breccia e Stefania Papa, nostri ospiti, in rappresentanza della Caritas Diocesana e della Mensa del Povero, due realtà con le quali la nostra associazione collabora quotidianamente tramite il progetto di segretariato sociale nella persona di Diego Cardinali.
Non dimentichiamo che nel loro caso l’aspetto professionale viaggia alla pari con la passione e l’impegno che testimoniano a tutti noi.
Un grazie particolare al Signor Pamapanoni che si è occupato, con meritato successo, di cucinare per tutti.
Il Consiglio.

Trovati i ragazzi in servizio civile!

Abbiamo investito molte energie nella ricerca di giovani fra i 18 e i 28 anni, e le nostre fatiche hanno dato i loro frutti: da gennaio avremo due ragazzi che svolgeranno il loro anno di servizio civile per la nostra associazione! Si tratta di Iacopo, figlio di una nostra volontaria e Lucia, che già svolge da tempo il suo servizio per la Tenda in cucina: auguriamo ad entrambi buon lavoro e diamo appuntamento a tutti i volontari su queste pagine per gli aggiornamenti dei prossimi mesi

Paolo, 18 anni: bravo in classe e nella vita

Lo studente Mariani vince il concorso in ricordo della ragazza morta in un incidente stradale (dal Corriere Adriatico del 17/10/2010).
Montegiorgio – E’ Paolo Mariani, diciottenne montergiorgese che frequenta il quinto anno del Liceo Scientifico, il vincitore del concorso “Scoprire l’altro”, premio istituto in onore di Federica Pennesi. La giovane, morta tragicamente il 3 settembre 2007 a causa di un incidente stradale, frequentava il quarto anno dell’Istituto tecnico commerciale Medi.
Quello di quest’anno è il terzo premio che viene consegnato a un alunno che si è distinto sia a scuola e che nella vita quotidiana per atteggiamenti altruistici. In particolare Paolo svolge attività di volontariato da molti anni presso diverse associazioni. Scout da quando aveva otto anni e volontario della Misericordia di Montegiorgio, Mariani ha raccontato di aver vissuto molte esperienze significative e formative durante i suoi servizi.
“Sono esperienze quelle che ho vissuto”, ha sostenuto Paolo, “che ti cambiano la vita e che ti regalano delle emozioni particolari. Vivendo queste situazioni ci si rende veramente conto di quali sono le cose importanti della vita”. Presenti alla cerimonia i rappresentati delle associazioni di volontariato con le quali Paolo collabora: Tiziana Lupetti, per il gruppo Scout Agesci di Montergiorgio, Cristiano Bei per la Misericordia Montegiorgio e Francesco Luminari responsabile de “La Tenda di Abramo” di Falconara, che si occupa di accogliere senzatetto garantendo loro vitto e alloggio. A scegliere il vincitore una commissione formata da quattro insegnanti, Filippo Ieranò, Vermiglia Concetti, Milvia Portesi e Nelida Procaccini e dai genitori di Federica che hanno offerto come riconoscimento un computer portatile. Presenti alla manifestazione, oltre ai due premiati degli scorsi anni, Francesco Losito e Giacomo Papiri, anche i genitori di Federica, Gianfranco e Patrizia che hanno ricordato la loro figlia come una ragazza solare e altruista ma anche “ timida e introversa
che aveva sempre un sorriso e una parola di conforto per tutti”.

Cercasi mobilio

Salve a tutti! Per la casa che stiamo gestendo a Castelferretti avremmo bisogno di una cassettiera per camera, chi ne possedesse una di cui non ha più bisogno può contattare info@tendadiabramo.it o un membro del consiglio

CIE? E perché non una CRC?

Lettera aperta al ministro Maroni.
di Don Giovanni Varagona
Parroco della parrocchia del Rosario – Falconara

Caro Roberto,la tua accelerazione sulla possibile costituzione di un CIE a Falconara ha scatenato i soliti dibattiti e le solite contrapposizioni. Anche se tutti sono contrari alla proposta.
C’è chi plaude alla costituzione dei CIE, ma non lo vuole vicino a casa propria (un po’ come le centrali nucleari, ricordi?). C’è chi non ritiene Falconara il luogo adatto perché già un concentrato di problemi ambientali e sociali. C’è chi lo accetterebbe solo se con sorveglianza armata pronta a sparare a vista (penso per proteggere quei poveretti dall’assalto di una cittadinanza aggressiva ed esasperata, perché sennò?).
C’è chi invece è proprio contrario ai CIE in se stessi, in quanto forma illegale ed inumana di detenzione di innocenti e disperati.Vorrei provare a mettere tutti d’accordo (o in disaccordo) con una proposta: tu ci dai la ex caserma Saracini e la metà dei soldi che metti in preventivo per istituire e poi gestire un CIE qui a Falconara, e noi (noi città, intendo) proviamo ad utilizzarli per organizzare una C.R.C., una Casa per la Restituzione della Cittadinanza.Casa, e non Centro, perché richiama più l’idea di calore, di accoglienza, di luogo dove dimorano persone ed affetti.Restituzione, perché chi fugge disperato dai propri paesi, in genere depredati per garantire il nostro benessere, ha diritto ad esigere giustizia, non elemosina.Cittadinanza, perché chi fugge dalla fame e dalla guerra cerca un luogo dove essere accolto, dove poter abitare, che riconosca i suoi diritti e gli ricordi i suoi doveri.
La sogno così: un luogo dove la città si incontra, con laboratori, cultura, teatro…
Il posto dove le Associazioni hanno le proprie sedi e la possibilità di incontrarsi tra loro e con altri, dove poter collaborare per disegnare una città diversa.Un luogo dove chi entra di nascosto in Italia (è il significato di clandestino, un po’ il contrario di cittadino) possa sentirsi accolto ed incontrare persone, valutare con loro serenamente le possibilità che ci sono in Italia o decidere alternative (come il ritorno nel proprio paese o continuare il sogno in altre nazioni).
Dove chi viene accolto possa imparare e possa sperimentarsi in attività, arti o professioni che vengono condivise.Un posto che superi la concezione dell’assistenza, ma che diventi un luogo dove si produce (artigianato, colture, cultura…).
Un posto dove la ricchezza che ogni persona si porta dietro (culturale, di speranza, di relazione) possa essere condivisa e possa diventare per la nostra città una risorsa ed un laboratorio per un mondo multicolore.La sogno così, ed il mio sogno è ancora bambino.
Lancio l’idea perché possiamo iniziare ad incontrarci, finalmente per superare un semplice ‘no’, ma per progettare una città diversa, che tutti desideriamo, ma che nella contrapposizione degli arroccamenti ideologici rimane nascosta e sembra impossibile.

Incontro del gruppo di ascolto

Alla riunione erano presenti 8 persone, ma si è sentita la mancanza di molti altri volontari normalmente inseriti nei turni
Si è manifestata l’esigenza di frequentare un corso sull’ascolto e la relazione d’aiuto, per essere più preparati al difficile servizio, e ci si è riproposti di coinvolgere alcuni volontari dell’accoglienza negli incontri dell’ascolto, sia per rimpolpare un po’ i ranghi, sia per dare più occasioni di formazione ai volontari
Da gennaio due ragazzi in servizio civile ci aiuteranno in Tenda per circa trenta ore a testa a settimana: uno dei ruoli che avranno sarà quello di accompagnamento degli ospiti, in coordinamento con il segretariato sociale e con il gruppo di ascolto; in particolare, sarebbe saggio affiancarli al gruppo d’ascolto il prima possibilie, con uno o due turni al mese
Stiamo valutando la possibilità, come prevista dal servizio civile, di utilizzare il software della Caritas per organizzare il nostro ascolto e, al limite, potremmo anche valutare di lasciare che i ragazzi del servizio civile se ne occupino interamente.
Notiamo che spesso i volontari dell’ascolto non prestano molta attenzione al registro cartaceo e software della Tenda, mentre alla fine di ogni ascolto il volontario dovrebbe chiedersi quali informazioni di quelle acquisite devono essere trasmesse ai volontari di notte e accoglienza; prossimamente, quando un volontario da un prolungamento deve anche segnalarsi nel software come “referente” per l’ospite prolungato, aggiungendo una semplice nota nel programma di gestione accoglienza
Sarebbe importante preparare un manuale – regolamento del gruppo d’ascolto, che sappia anche rispondere alle domande più comuni e tramandare le buone prassi, i trucchi del mestiere di questo difficile servizio.

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