Marcia delle donne e degli uomini scalzi. La Tenda aderisce.

Cari amici,
è stata lanciata per Venerdì 11 Settembre a Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.

Ancona, Porta d’Oriente, non mancherà a questo appello.

Invitiamo tutte le persone desiderose di mettersi in marcia l’11/9/2015 alle ore 18.00 in Piazza Roma ad Ancona.
Evento facebook:
https://www.facebook.com/events/836252669807421/  

Marceremo “scalzi” dal centro della città fino al porto a simboleggiare una vicinanza fisica alle milioni di persone che travolte dalla necessità si mettono in viaggio per garantire una vita dignitosa per se stessi e per i propri cari.
Perchè è arri­vato il momento di deci­dere da che parte stare.
È vero che non ci sono solu­zioni sem­plici e che ogni cosa in que­sto mondo è sem­pre più com­plessa.
Ma per affron­tare i cam­bia­menti epo­cali della sto­ria è neces­sa­rio avere una posi­zione, sapere quali sono le prio­rità per poter pren­dere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.

http://donneuominiscalzi.blogspot.it/?m=1

FERMARE LA STRAGE. SUBITO!

La Tenda di Abramo aderisce all’appello.

Giovedì 23 aprile 2015 ore 17,30
Presidio-Manifestazione ad Ancona – P.zza Roma

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate : l’ultima tragedia, i cui morti potrebbero essere addirittura 900, segue di poche ore quella che ha portato a morire altre
400 persone.

Le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE non offrono alternative alle persone che cercano protezione e che sono nelle mani dei mercanti di morte.

Per fermare le stragi non basta aumentare controlli e mezzi per pattugliare le frontiere. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di
morire in mare.

Non c’è più tempo da perdere.

Contnua a leggere

GIORNATA DEI DIRITTI DELL’UOMO 2014

Tutti stranieri

Il 10 dicembre è la Giornata mondiale dei diritti umani che ricorre ogni anno nel giorno della dichiarazione universale del 1948 da parte dell’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Radio3 ricorderà e racconterà quella giornata spartiacque nella storia dell’umanità dando voce a rifugiati, esuli, stranieri arrivati nel nostro Paese. Ascolteremo storie di vita straordinarie, molto spesso segnate da sofferenza, incomprensione e pregiudizi. Le loro voci sono lo strumento più efficace per smentire le paure e per riconoscerci e ascoltarci l’un l’altro.
Tutti stranieri, mercoledì 10 dicembre ai microfoni dei programmi di Radio3.

Lutto nazionale

L’associazione Tenda di Abramo aderisce alla giornata di lutto nazionale indetta per l’immane tragedia avvenuta la mattina del 3 ottobre, quando un barcone di migranti è naufragato a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli al largo di Lampedusa.

Con l’occasione vogliamo proporvi un piccolo testo, l’ “amaca” di Michele Serra di oggi.

Un flusso ininterrotto di persone povere verso i paesi ricchi, questa è sempre stata l’immigrazione.
Se perfino dopo giornate come quella di ieri molti ne parlano con paura, ira, astio, è anche perché è cambiato fino a snaturarsi, negli anni, il concetto stesso di povertà. Per secoli la povertà è stata una piaga dalla quale guarire, una condanna alla quale ribellarsi.
Oggi, nella società del benessere obbligatorio, è diventata una colpa. I poveri, per il nostro sguardo reso grasso e opaco dalla cessazione della fame, sono colpevoli di povertà. Non è solamente lo spirito del capitalismo ad avere generato questa colossale e molto funzionale mistificazione. È una scorciatoia morale, una comodità psicologica che ci rassicura tutti – mica solo quelli di destra, o i razzisti che ghignano, o i leghisti che latrano – perché se la povertà è un demerito (e non una condizione ingiusta, subita per debolezza e sovente inflitta con la prepotenza) allora i poveri fanno meno pena, e in quei barconi alla deriva, in quegli annegati, oltre a non riconoscere i nostri avi gracili e spaesati come eritrei che fuggivano dall’Italia, neppure riconosciamo la ribellione di nostri simili a una vita grama e infame, dalla quale fuggono esattamente come faremmo noi se fossimo al loro posto.