Passaparola dicembre 2025 e gennaio-febbraio-marzo-aprile 2026
Le cicatrici del porto sicuro
Il 20 marzo all’oratorio della Parrocchia del Rosario, la Tenda di Abramo assieme alla Caritas diocesana, Freewoman, Ribo unità di strada ha promosso una serata con Soumalia Diawara, l’autore del libro “Le cicatrici del porto sicuro”…. Una partecipata occasione per ascoltare dal vivo il racconto e la testimonianza di una persona che ha vissuto la tragedia della fuga dal proprio paese perché perseguitato politico, affrontando i lager libici e la traversata del mare con naufragio dove ha perso compagni di viaggio. Diventato da poco cittadino italiano, è un attivista che ha condiviso importanti riflessioni sulle corrette modalità per integrarsi: lingua, prima cosa, e conoscenza reciproca con valorizzazione dei talenti di chi viene accolto che spesso sono importanti e dimenticati… Perché le persone sono troppo spesso costrette a sopravvivere mentre hanno diritto di vivere … “La Tenda di Abramo per non arrendersi alle cose così come sono”!
Tanti gruppi scout camminano con la Tenda
Durante i primi giorni di aprile, per la “route di Pasqua”, il clan Punta di Diamante del gruppo scout Agesci Fano2 ci ha dato una grandissima mano affiancando i volontari di turno in tendadiabramo!
Non solo presenza e servizio, ma anche tanto impegno concreto: si sono dedicati anche a delle pulizie approfondite, contribuendo a rendere gli spazi ancora più accoglienti per tutti.
Grazie di cuore e Buona Strada!
Il cuore delle persone è immenso. Oggi abbiamo avuto la conferma che possiamo lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. I nostri ragazzi e le loro famiglie ci hanno travolti di cibo e di affetto. Donare è fatto concreto, è condivisione, è mettersi nei panni di un altro che spesso non riusciamo o vogliamo vedere. È stata una mattinata inaspettata, piena di grazie, sorrisi e abbracci stretti dove ci siamo ritrovati fratelli. In questo periodo dove ciò che brilla è apparenza siamo stati capaci di servire senza chiedere nulla in cambio. È stato magico, è davvero Natale.
Reparto Scout Falconara 1
(che in occasione dell’avvento ha raccolto cibo e materiale igienico per la tenda: l’avvento al contrario!)
Durante i giorni 14 e 15 marzo si è tenuto un laboratorio Scout R/S della zona Vallesina in cui i ragazzi, provenienti da varie città delle Marche, hanno prestato servizio presso la struttura e nel corso della domenica, oltre ad ascoltare testimonianze di volontari, hanno effettuato un gioco in cui si sono messi “nei panni” delle persone senza dimora.
Ciao Francesco,
abbiamo fatto la verifica del “campetto”, ecco un riassunto di quello che è uscito dalle riflessioni:
quello che ha colpito la maggior parte di noi in questo servizio è stato conoscere tanti ospiti. Dare loro un volto, un nome e conoscere una storia la sera a cena, ci ha anche dato più carica per vivere il servizio di pulizie della mattina successiva;
alcuni provavano un po’ di timore e paura di chi potesse arrivare, ma poi sono rimasti sorpresi positivamente nel vedere persone gentili in un ambiente che sapeva di casa, famiglia;
in particolare una ragazza ha detto che le è piaciuto chiamare le persone per cena;
la parte migliore è stata la possibilità di parlare con persone che ci hanno raccontato la loro storia, si sono aperte con noi parlandoci delle loro difficoltà e di come sono riusciti ad andare avanti.
Ci siamo resi conto che per la sera in 8/9 eravamo forse un po’ troppi, però mentre alcuni di noi eseguivano le mansioni più pratiche rimanevano persone che potevano parlare con gli ospiti, quindi la loro non è stata in nessun modo una presenza “inutile”.
Dalla verifica degli scout di Porto Recanati
Cara Tenda di Abramo,
grazie per averci permesso di vivere questa esperienza insieme. Oltre a quello che già ci aspettavamo di sperimentare nel servizio, ci ha colpito la vostra comunità, composta da volontari molto attivi e vogliosi, che mettono in pratica nella loro quotidianità i valori dello scautismo e sono capaci di coinvolgere il territorio in cui vivono. Nella Tenda di Abramo abbiamo scoperto un luogo accogliente, che trasmette senso di familiarità e cura agli ospiti e a coloro che vi entrano in contatto. Durante il servizio ci siamo sentiti coinvolti ed ispirati dalla vostra voglia di fare.
Vi ringraziamo e vi auguriamo di continuare a condividere il vostro spirito di iniziativa,
il Clan Peter Pan di Sasso Marconi.
Il nuovo regime fiscale per la riforma del terzo settore
Cosa cambia a partire da quest’anno in riferimento alla comunicazione da effettuare nel 2027?
Con l’operatività del nuovo regime fiscale previsto dalla riforma del Terzo settore (la cui data di avvio, per gli enti che hanno l’esercizio sociale coincidente con l’anno solare, è il 1° gennaio 2026), l’obbligo di comunicazione delle erogazioni liberali come descritto nel presente contributo si applica a tutti gli enti del Terzo settore, incluse le cooperative sociali e con l’unica eccezione delle imprese sociali costituite in forma societaria, indipendentemente dal volume di entrate che questi hanno fatto registrare.
Ciò significa che gli Ets menzionati saranno tenuti a comunicare all’Agenzia delle entrate entro il 16 marzo 2027 le erogazioni liberali effettuate ai sensi dell’art. 83 del codice del Terzo settore ricevute nel corso del 2026, indipendentemente dal volume di entrate che l’ente abbia registrato nell’esercizio 2025.
Come già detto, le erogazioni liberali soggette all’obbligo di comunicazione sono quelle effettuate da donatori continuativi che hanno fornito i propri dati anagrafici e dagli altri donatori, solo qualora dal pagamento risulti il codice fiscale del soggetto erogante. È fondamentale che tutti gli Ets si organizzino per tenere traccia in modo corretto di tali erogazioni a loro destinate nel corso di quest’anno, al fine di comunicarle poi nel 2027.
L’ ampliamento del novero dei soggetti obbligati, indipendentemente dalla loro dimensione economica, è dovuto alle motivazioni che stanno alla base dell’introduzione di tale comunicazione, la quale ha come obiettivo principale quello di completare i dati presenti nella dichiarazione dei redditi dei contribuenti, agevolandone per questi ultimi la compilazione.
Capodanno in Tenda
La serata è stata molto bella. Alle 21 sono arrivati il volontario Giacomo Giuntini e la sua famiglia, con bimbi e regali per la tombola. I due nipoti hanno animato la Tombola leggendo i numeri e distribuendo i premi. Gli ospiti rimasti in presenza dei bambini hanno cambiato totalmente mood, compreso l’ubriaco, e sono stati tutti super disponibili e contenti,. ringraziando spesso. Bello:)
Avete sete?
Sono arrivate le nuove borracce della tenda di Abramo! Uno strumento alternativo per diffondere la conoscenza della nostra associazione e promuovere la cultura dell’accoglienza!
Episodi di violenza ad Ancona: “Servono prevenzione, educazione e inclusione”
Gli episodi di violenza avvenuti recentemente nel centro di Ancona, e non solo, ampiamente riportati dalla stampa locale, sono fatti gravi che meritano attenzione, interventi mirati e risposte efficaci. Allo stesso tempo, riteniamo sia necessario evitare che singoli eventi vengano trasformati in narrazioni semplificate e pericolose, capaci di alimentare paura, stigmatizzazione e luoghi comuni.
Associare automaticamente il tema della violenza ai giovani o alle persone migranti, rischia di oscurare la complessità dei fenomeni e di colpire un’intera generazione che, nella stragrande maggioranza dei casi, vive, studia, lavora e si impegna nel rispetto delle regole.
Come Uffici Pastorali (Caritas, Pastorale Giovanile, Migrantes, Pastorale Sociale e del Lavoro) dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo siamo ogni giorno a contatto con i giovani del nostro territorio, residenti o stranieri, e guardando i loro volti non possiamo tacere. Per giustizia scegliamo di sottolineare come sia importante che specifici eventi di cronaca non diventino un pretesto per costruire un immaginario collettivo basato sull’allarme permanente e sull’equazione giovani = illegalità.
Questo fenomeno, che oggi tanto spaventa, è lo specchio di un disagio adolescenziale che cerca visibilità e di un’identità che cerca riconoscimento. Per alcuni ragazzi si tratta di un’identità negata: vivono sulla propria pelle il rifiuto di un paese che non li accoglie e che finiscono per non sentire come proprio.
I problemi di sicurezza esistono e vanno affrontati con serietà, ma le risposte non possono essere solo repressive o fondate su etichette. Disarmare le parole diventa allora la via per creare narrazioni meno tossiche, che non alimentino nuove forme di esclusione e di violenza.
Servono politiche di prevenzione, presidi educativi, spazi di aggregazione, ascolto e inclusione, soprattutto quando si parla di minori. Ed è questo che, con il nostro servizio quotidiano, cerchiamo di offrire per tenere viva nei giovani sia la fiducia nell’impegno culturale, educativo, sociale e civile per una società più degna, sia la speranza collettiva in un avvenire di pace.
In questo impegno diretto, assunto in prima persona, si sviluppa la capacità di guardare al futuro con fiducia e responsabilità, che potrà rendere i giovani ancora più forti di fronte alle difficoltà, motivandoli a scegliere di agire coerentemente, affinché la fiducia e la speranza, per quanto scoraggiate dalle tendenze oppressive attualmente in atto, non siano infine deluse.
Contrastare la violenza significa anche contrastare le narrazioni che dividono, semplificano e alimentano diffidenza. Le nostre città saranno più sicure se saranno città capaci di coinvolgere tutti senza escludere, di leggere i problemi senza cedere ai pregiudizi, di rigenerarsi attraverso il riconoscimento reciproco dei diritti e dei doveri.
Piano freddo 2026
Le Associazioni, le parrocchie e i privati cittadini hanno confermato – anche per il 2026 – l’impegno nella gestione dei locali parrocchiali per l’accoglienza straordinaria di “persone senza dimora” durante il periodo più freddo dell’anno: oltre ad un luogo riscaldato dove poter dormire e consumare i pasti viene offerto un “servizio docce e lavanderia”, in collaborazione con ATS12 e i Servizi sociali del Comune di Falconara Marittima.
All continua ricerca di una migliore accoglienza a favore delle persone.
Il verbale del primo incontro di programmazione è del 5 novembre 2025: la prima riunione operativa alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni e delle parrocchie e si sono definiti i contorni per la gestione dell’accoglienza straordinaria di persone senza dimora per l’inverno 2026.
Consapevoli che i posti disponibili non sono mai sufficienti (infatti anche nel nostro territorio durante le settimane più fredde dell’anno molte persone sono costrette a dormire all’aperto), si è scelto di mantenere l’impegno di “cittadini attivi” per l’avvio del piano freddo a favore delle persone che non hanno un luogo riscaldato dove passare le notti quando la temperatura si abbassa. L’apertura è stata programmata per inizio gennaio, coordinandoci con i nuovi parroci e i servizi sociali del Comune di Falconara Marittima. Partendo dalle risorse disponibili, cioé la quantità limitata dei volontari e locali non del tutto adeguati per periodi molto lunghi, seppur confortevoli per chi avrebbe come unica alternativa la strada, ci si è dati un obiettivo minimo di tre settimane ed un massimo di cinque settimane di accoglienza.
Analogamente allo scorso anno il numero di persone è stato fissato in 9 uomini e la gestione organizzativa dei turni affidata al volontario Fabio T. con il fondamentale ausilio di una APP che era stata verificata molto positivamente, permettendo a tutti di notare in diretta i turni scoperti e di iscriversi autonomamente per la copertura degli orari di accoglienza, cena o notte.
Consapevoli che tutta l’esperienza del “rifugio di Via Friuli” è affidata in gran parte ai volontari con età, sensibilità ed esperienze diverse non si rinuncia a cercare di migliorare continuamente la qualità del servizio offerto. Coniugando un livello minimo di competenza, fondamentale per relazionarsi con persone senza dimora, con il calore quasi familiare tutti hanno dimostrato di voler vivere e condividere.
Se uno degli obiettivi principali resta quello di passare da una mentalità emergenziale ad una di programmazione “perché il freddo arriva tutti gli anni”, resta anche il tentativo di apportare nuovi miglioramenti .
Per il 2026 la “politica di piccoli passi” in avanti ha portato nuovi risultati concreti che si sommano a quelli degli anni precedenti ed in particolare:
- a dicembre è stata organizzata una serata formativa molto partecipata gestita da Stefano e Diego, operatori della Caritas Diocesana, dove sono stati raccontati i servizi che la Caritas offre al territorio per far capire il contesto all’interno del quale si colloca il “piano freddo”. Inoltre sono stati coinvolti alcuni dei presenti per far vivere delle possibili situazioni problematiche che si potrebbero presentare e indicare alcune modalità di gestione;
- durante il periodo di apertura, per la prima volta, è stata data la possibilità agli ospiti di restare per tutto il giorno presso i locali riscaldati di Via Friuli (per gli altri giorni l’uscita era prevista fra le 7 e le 8 del mattino…), nelle domeniche in cui questa apertura prolungata è stata possibile particolarmente riusciti sono stati i momenti di condivisione del pranzo. Tutti attorno alla tavola, volontari (compresi i gruppi scout che hanno anche preparato il pasto) ed ospiti;
- confermato, grazie al prezioso Giuseppe, il turno per la colazione del mattino alle 7: una novità introdotta dall’anno scorso che dà la possibilità alle persone di uscire con un po’ più di calma;
- fondamentale la presenza, durante alcuni turni, delle operatrici della Tenda di Abramo che hanno trasmesso competenza e gestito le persone da accogliere soprattutto all’inizio.
La verifica effettuata a fine febbraio ha evidenziato, fra le criticità incontrate, la difficoltà e disorientamento nella gestione delle problematiche sanitarie, anche relativamente banali se non si trattasse di persone senza dimora e sprovviste di un medico di base a cui rivolgersi. Per alcune persone un’influenza, un mal di denti, una bronchite, sono degli ostacoli insormontabili se si è costretti a vivere per strada. Su questo aspetto occorre strutturare delle risposte più adeguate.
Altri aspetti positivi emersi dalla verifica sono stati la disponibilità delle persone a coprire i turni e il clima di familiarità che nella stragrande maggioranza del periodo si è creato. Oltre 100 le persone coinvolte nei turni a cui si sommano i gruppi scout e gruppi parrocchiali provenienti da fuori (Osimo, Jesi, Pianello, Cupramontana, Moie oltre naturalmente ad Ancona e Falconara)
L’impegno richiesto è notevole e non sempre il cammino è stato semplice, ma la scelta di attivarsi per accogliere persone durante il periodo più freddo costringe tutti ad uscire dal quotidiano per alzare lo sguardo “oltre”.
Uno sguardo che si allarga sia come persone che come associazioni, per raggiungere un risultato che è sicuramente maggiore rispetto alla somma dei singoli. Un risultato il cui beneficiario è anche il nostro territorio, con la cura di relazioni e conoscenza fra volontari di diversa età, motivazioni e provenienza.
Rinnovando in modo concreto la ricerca di strade sulla cultura dell’accoglienza.
Il cammino prosegue.



