Passaparola luglio 2022

Un turno di notte

Arrivo puntuale qualche minuto prima delle 21, dopo aver parcheggiato abbastanza vicino alla nostra Tenda; non conosco il Volontario dell’accoglienza che mi apre, forse perché ho concordato un cambio turno anticipandolo di una settimana. In tempi normali avrebbe potuto scambiarmi per un senza fissa dimora in cerca di alloggio, ma ora per via della pandemia si sa che i posti sono sempre occupati e le richieste arrivano quasi solo per telefono.
Deposito le mie cose nella stanza Operatori, tranne documenti e telefono che tengo sempre con me, chiudo la finestra (oggi è piovuto e stanotte farà fresco), saluto le Volontarie “MASCI” che stanno tirando a lucido la cucina ed i due ospiti rimasti ancora in refettorio. Gli altri sono già saliti in camera, ci faccio un giro e trovo due già a letto e l’altro a sistemare le sue cose. Di solito è all’ora di cena, ‘a stomaco pieno’, che raccomando la puntualità per l’uscita al mattino; è in quella occasione che qualcuno dice che partirà presto e non farà colazione, o chiede di lasciargli il caffè sul corridoio, o di ricordargli di ritirare le proprie cose che deposita in frigo. Se poi capita che qualcuno il mattino successivo lascerà il posto, è l’occasione per salutarlo e per ricordargli di prendere tutte le sue cose che non possono essere lasciate in Tenda e che verranno buttate via.
Mi segnalano che uno dei presenti la sera successiva rientrerà tardi, ma è già scritto nel diario ed interessa chi farà accoglienza domani. Leggo le note dei giorni precedenti, sia quelle nel registro cartaceo che quelle sul computer; l’attenzione mi cade su quella che parla di un Ospite da tenere d’occhio perché ha offeso pesantemente un altro… allora la situazione non è poi così tranquilla! Altre note parlano di chi ha lasciato il posto, prontamente riassegnato, o di chi ha avuto il prolungamento. Dopo due chiacchiere ed un po’ di TV tutti vanno in camera. Noto che in giardino è stata portata una sedia della sala da pranzo e la rimetto a posto.
In passato capitava spesso di vederne qualcuna di quelle all’esterno appoggiata vicino al cancello della recinzione, come per volerne favorire lo scavalco. E pensare che c’è anche il filo spinato… un mistero mai risolto o forse una casualità. Ricordo bene invece che in passato un Ospite aveva trovato un sistema ingegnoso per ‘evadere’ e rientrare. Non c’era ancora la rete di separazione tra il cortile della cucina e quello del refettorio, e questo ragazzo alto e magrolino entrava in cucina dalla nicchia dove di solito si appoggia la caraffa dell’acqua, apriva porta e persiane, scavalcava la recinzione, se ne andava in giro e rientrava prima dell’alba sullo stesso percorso senza lasciare traccia! E’ per questo che poi la nicchia è stata chiusa con una barra di metallo ed un pannello.
Chiudo tutte le stanze, spengo il computer e preparo il mio letto con lenzuolo, sacco a pelo e copertina che mi porto da casa; in genere non è mai troppo caldo ed è opportuno premunirsi, anche se ci sono le coperte in dotazione. Io scelgo il posto ‘lato corridoio’, forse perché sento meglio se la porta d’ingresso viene aperta e richiusa da chi esce presto. In tempi normali capita anche che qualcuno la apra per fumarsi una sigaretta aspettando di fare colazione, se me ne accorgo gli faccio notare che non è corretto e che il portone di ingresso deve restare sempre chiuso. Mi assicuro poi che il bagno sia provvisto di carta igienica, perché ‘il momento del bisogno’ può sempre arrivare. Ho notato poi che in inverno la stanza del bagno si riscalda di più della stanza Operatori… a chi sente molto freddo consiglio di lasciare la porta socchiusa, per consentire al calore di diffondersi…
Mi addormento e vengo svegliato ogni tanto dal rumore di passi sul parquet della stanza superiore ( ma che ora sarà ?!?) o da qualche mezzo che passa sulla Flaminia. Però in passato era peggio, la stanza Operatori si trovava al primo piano lato ferrovia, e mi svegliavo sempre di botto al passaggio del treno merci che sfrecciava alle tre di notte!
Viene l’ora di alzarsi, mi tiro su con un po’ di anticipo e alle 6,30 accendo la mitica sveglia radiofonica… stamattina musica dei Pink Floyd ! Riapro le stanze per agevolare il lavoro dei Volontari delle pulizie, completo in cucina la preparazione della colazione e faccio il primo giro delle camere: nonostante 10 minuti di musica ‘a palla’ due sono ancora a letto! Raccomando di spegnere le luci, di non lasciare cibi in camera, di rimuovere le troppe cose depositate a terra, e soprattutto a chi sta al secondo piano di non lasciare aperte le finestre dei lucernai, perché in caso di pioggia si bagnano la stanza ed i letti. Gli Ospiti scendono, riscaldo loro il caffè al microonde, offro quello che c’è da mangiare, faccio con loro due chiacchiere e li saluto.
Quando sono usciti tutti faccio un po’ di pulizie, anche se ci sarebbero carta, plastica ed altro da portare via… Faccio l’ultimo giro delle camere, persiane chiuse, luci spente, ricordo che la volta scorsa ho trovato un minaccioso coltello da cucina, che ho depositato con un biglietto in accoglienza. Prendo tutte le mie cose, compreso l’ombrello e lascio sullo scaffale un libro trovato da poco, parla di Don Oreste Benzi, spero possa interessare nuovi e vecchi Volontari. Mi richiudo alle spalle il portone…alle prossime!

Falconara M.ma, 10.6.2022 Sergio BADIALETTI

Dopo lavoro ferroviario

A nome dei volontari della Tenda di Abramo il Consiglio ringrazia per la grande attenzione che anche quest’anno il dlf di Ancona ha riservato alla nostra Associazione, confermando una scelta che va ormai avanti da qualche anno! Per la nostra Associazione la collaborazione e interazione con altre realtà del territorio è un aspetto fondamentale dell’azione associativa, che si pone anche l’obiettivo di condividere la cultura dell’accoglienza, oltre che di impegnarsi direttamente nell’ospitalità delle persone. E’ così che la Tenda di Abramo – OdV, dal 1990, grazie all’impegno quotidiano dei propri volontari, apre le porte alle persone senza dimora, attraverso la gestione di una casa dove vengono offerti, in modo del tutto gratuito, oltre al pasto, una doccia, un luogo asciutto e caldo dove dormire e un’occasione di ascolto e di calore umano. Ormai da oltre trentadue anni, senza fermarsi neanche durante i duri anni della pandemia, anzi rinnovando e reinventando le forme di sostegno verso le persone senza dimora, che rischiavano di essere sempre più invisibili.
Senza soluzione di continuità si è cercato di essere adeguati e fornire risposte alle richieste che provenivano dal territorio riguardo i temi dell’accoglienza e le persone senza dimora. Fra le molteplici iniziative il nuovo servizio docce, la gestione di un piano di accoglienza invernale straordinaria (assieme a molte altre associazioni del territorio) e la continua collaborazione con gli enti locali.
Ricordiamo anche che siamo sempre aperti a nuovi volontari, per chi volesse mettersi in gioco direttamente…

Grazie ancora per la vostra sensibilità! E anche grazie al vostro aiuto e vicinanza sarà possibile proseguire la nostra azione quotidiana.

Il Consiglio della Tenda Di Abramo

Gli auguri di RiBò

Alla Presidente e al Consiglio Direttivo dell’Associazione “La Tenda di Abramo” ETS

Carissimi amici volontari della Tenda di Abramo,
siamo venuti a conoscenza dal PassaParola di Giugno 2022 dell’elezione del nuovo Consiglio Direttivo della Tenda a maggio 2022 e della attribuzione delle cariche direttive nella seduta del 6 giugno 2022.
Desideriamo fare i nostri migliori auguri di buon lavoro a Sara Bugari, nuova Presidente, e a tutti i suoi colleghi e colleghe di cammino: Laura Di Cicco, Francesco Re, Francesco Pierini, Francesco Luminari, Giuseppe Becciu, Laura Sabbatinelli, Manuela Gambelli, Pietro Talevi, Stefano Brilli.
Ci auguriamo continui e cresca la collaborazione tra le nostre Associazioni, fino ad ora molto arricchente e proficua, a tutela e promozione della dignità e dei diritti dei più deboli.
Abbiamo sperimentato che, particolarmente in questa fase sociale, è necessario operare in sinergia, cercando obiettivi comuni e condividendo le esperienze e le competenze.
Abbiamo sempre considerato la Tenda come una “sorella maggiore” in questo campo del volontariato e abbiamo sempre cercato punti di contatto. Continueremo a farlo anche perchè abbiamo sperimentato che i frutti di questo “sognare operoso” insieme, sono tangibili e umanamente belli.
Desideriamo anche ringraziare chi vi ha preceduto, il Direttivo uscente ed in particolare Francesco Luminari, con cui abbiamo condiviso gioie e fatiche dei progetti comuni, con grande fratellanza, consonanza di idee e di metodo di lavoro.
Non vogliamo dimenticare l’instancabile Chiara Pietromonaco, che non è del Direttivo, ma è un “pilastro” fatto di disponibilità, competenza e passione, a sostegno del nostro comune lavoro.
Nella speranza di poterci incontrare presto per individuare futuri progetti comuni, vi mandiamo i nostri più cari saluti ed auguri.

Il Direttivo di RiBò Unità di Strada Falconara
Natale Puglisi
Sandra Purcaro
Chiara Griffoni
Gianmarco Paialunga
Ada Procaccini
Isabella Tonti
Giusy Gabrielli

Aggiornamenti sugli ospiti

Da metà Giugno sono state accolte anche due donne! Una signora, C., segnalataci dalla Caritas Jesina e N., da un’altra struttura di Accoglienza del territorio e dai Servizi che la seguono.
C. si trova da diciotto anni in Italia e ha sempre lavorato come assistente agli anziani, fino al primo lockdown, quando ha perso il lavoro per seri motivi di salute. Si è ritrovata ospite del figlio per un periodo e poi in strada… E’ residente nell’entroterra marchigiano, ma per le visite specialistiche che deve sostenere si è trovata a Jesi, l’operatrice della Caritas Jesina che l’ha conosciuta ce l’ha subito segnalata per l’accoglienza, vista la sua fragilità in salute e considerando che è la prima volta che si trova in questa situazione. Durante la sua permanenza in Tenda di Abramo, il gruppo di ascolto ha quindi collaborato con l’operatrice Caritas e con i servizi del Comune di residenza di C. al fine di valutare la sua condizione e accompagnarla verso prospettive migliori. C’è stata una collaborazione con i diversi servizi, ma anche una piena disponibilità e consapevolezza della Sig.ra che ha permesso di sostenerla nella costruzione di un progetto futuro. La proposta per lei è stata quella di entrare dapprima in un centro di seconda accoglienza e successivamente passare in un progetto di Housing First gestito dai servizi del suo Comune. Ora C. è uscita, ha trovato un appartamento non troppo distante dal figlio e ha preferito organizzarsi in autonomia. Nei giorni scorsi ci ha chiamati e ringraziato per tutto!
Anche la Sig.ra N. non è più ospite della Tenda, ha avuto dei problemi di salute per cui al momento è ricoverata…
Ora c’è una ragazza nella camera donne, in attesa della compagna di stanza (che presto arriverà). A. è appena diciottenne. Cresciuta in Italia, per un periodo era poi tornata nel suo paese d’origine, ma ora è rientrata, perché il suo desiderio è quello di continuare gli studi.
Per quanto riguarda gli ospiti in uscita, sono pochi quelli che riescono ad organizzarsi autonomamente, o che riescono ad uscire dalla condizione di fragilità in cui si trovano. Per chi non riesce ad organizzarsi in autonomia, il gruppo di ascolto si adopera per trovare accordi con le altre strutture al fine di non lasciare nessuno in strada, come da indicazione del Consiglio Direttivo. Molti fanno lavoretti estivi o comunque non regolari, solo alcuni lavorano con contratto in regola, ma spesso, nonostante questo, non riescono a reperire un monolocale o una camera da poter prendere in affitto.

A volte basta una telefonata

Qualche giorno fa abbiamo rivisto A., uno degli ospiti accolti durante il lockdown in Tenda e poi in albergo! Da diversi mesi A. ci chiedeva di poterci rincontrare, anche solo per un caffè insieme e per salutarci. Così ci siamo organizzati: il 27 Giugno con alcuni volontari del “gruppo di ascolto telefonico” che lo hanno seguito ci siamo visti in un bar di Piazza Roma e A. ci ha offerto un succo fresco!
E’ stato molto felice di rivederci e di raccontarci le ultime novità della sua situazione: ora svolge un tirocinio tramite la Regione presso la “Mensa di Padre Guido”, con cui riesce a permettersi l’affitto di un appartamento e ad essere impegnato e sereno!
Ci ha anche presentato la sua compagna, con la quale condivide il tempo libero. Dopo poco ci ha raggiunti anche Suor Settimia, sua tutor e con la quale c’è stata da sempre una forte collaborazione rispetto al progetto di A.
Ci ha fatto molto piacere vederlo stare bene e con il sorriso ci siamo ricordati della fatica sofferta nel 2020 nel corso del periodo trascorso in quarantena in albergo. Era una estrema difficoltà anche poter prendere un caffè… Ci ha raccontato che ora ne beve diversi al giorno! Sempre con ironia gli abbiamo suggerito di ridurre un po’ la quantità e in risposta al suggerimento ci ha detto “fateme campà!”. L’aspetto che ci ha colpito è che rispetto ad una situazione di grande disagio, qualcosa ha risolto, quindi il caffè per lui rappresenta un modo per andare avanti, più che un vizio…

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